CAST | EUSK | ENGL
» home | » espacio de creación | » actividades | » residencias artísticas | » TEN THOUSAND LEAVES
TEN THOUSAND LEAVES

Residencia de creación Immobile paziente (Roma)

del 19 al 25 de setiembre

ATE IREKIAK: 25 de setiembre

 

 

“Sólo tengo una lengua y no es la mía” Jacques Derrida El monolingüismo del otro

Questo nuovo lavoro è una tappa del progetto sui quartetti d’archi, iniziato nel 2009 con uno spettacolo sul quartetto delle “Dissonanze” di Mozart. Si tratta di un’indagine sulla composizione coreografica messa in relazione con la struttura della musica da camera, una ricerca incentrata sui legami tra senso e forma, un confronto tra i suoni e le dinamiche corporee, un articolato percorso creativo che coinvolge vari possibili codici e conduce al risultato finale dell’evento performativo.

Il progetto sul quarto quartetto di Bartok si articolerà in tre momenti:

1.   La struttura

2.   l’identità

3.   Video

 

Il periodo di residenza ad Azala è previsto in preparazione di un primo site specific che faremo a Roma all’interno del festival Romaeuropa.

Questa fase prevede un lavoro sui primi due punti del progetto, una concentrazione cioè sul linguaggio e sulla struttura coreografica. 

1. STRUTTURA

La composizione cameristica del musicista ungherese offre una possibilità di riflessione sulla tensione tra struttura formale e il disordine del reale. Nel quartetto no 4 del 1928, Bartok crea un’architettura simmetrica che cerca di controbilanciare il carattere violento della composizione. Sembra che Bartok abbia cercato i mezzi compositivi per contenere l’elemento distruttivo insito nella sua espressione musicale.

Evidentemente s’impone che la drammaturgia della messa in scena corrisponda alla struttura della musica, una risposta coreografica al tentativo di riaffermare un controllo sulla forma che si disgrega.

2. L’IDENTITA’

La risposta di Bela Bartok al razzismo genocida della sua epoca è stata l’esaltazione dell’impurità razziale, la migrazione degli stili, la mescolanza delle culture, egli affronta il problema dell’equilibrio tra regionale e globale tentando di cancellare i confini di genere. Questa musica è un’occasione per cercare un linguaggio del corpo non lineare, centrifugo, ricco di simmetrie leggermente inesatte e di distorsioni di modelli ordinati che siano espressione di emozioni contrastanti.

Si parte da un’identità singola: il suo essere, i suoi muscoli e i suoi nervi, incessantemente condizionati da frammenti di movimento estranei, generano un testo coreografico ibrido, disarmonico ed ambiguo.

Immobile Paziente nasce a Roma nel 2006 caratterizzando le sue produzioni sula ricerca di sulla contaminazione tra  danza, video, musica e testo letterario. Nel 2007 produce Tutto di prima, ispirato ad un racconto di Murakami Haruki. Nel 2008 Animale omega debutta al Teatro India nel festival Short Theatre, ispirato da La trilogia della città di K di A. Kristof e da Le particelle elementari di M. Houellebecq il progetto è coprodotto da Area 06 Officine Culturali e da ZTL pro. Dal 2010 il gruppo è in residenza artistica all’Accademia Filarmonica Romana per sviluppare un progetto di ricerca biennale incentrato sull’incontro tra la composizione coreografica contemporanea e la musica classica e sulla realizzazione drammaturgica e scenica di questo incontro.

 

progettazione e regia Caterina Inesi

danza Caterina Inesi

musica Bela Bartok

ulteriori contributi musicali Marco Della Rocca

video Theo Eshetu

progetto luci Diego Labonia

un’idea di Caterina Inesi

TEN THOUSEND LEAVES
archivos relacionados
enlaces relacionados
Espacio en la naturaleza
diseño: leirelana.com